Non siamo padroni della nostra identità digitale

La firma digitale accreditata è un metodo con il quale è possibile firmare i documenti (o qualsiasi altro tipo di dato) con lo stesso valore legale che avrebbe la nostra firma in calce ad un foglio. La firma avviene utilizzando un certificato RSA: L’utente utilizza la chiave privata per generare la firma univoca, e poi chi ha bisogno di verificarla utilizza la chiave pubblica per autenticare il documento. Questi certificati sono emessi da degli enti accreditati (quali Aruba e InfoCert) che si occupano anche di identificare la persona a cui viene rilasciato.

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Io adoro Sherlock Holmes (e odio Watson)

Prima di comprare il Kindle PW non ero un assiduo lettore: anzi. A parte qualche manuale ogni tanto, qualche scheda tecnica qua e la e qualche ristretto articoletto nei momenti di attesa ho sempre evitato tutto ciò che di scritto c’era al mondo.

I motivi erano tanti, ma la mia ansia di sapere come qualcosa andava a finire ha sempre preso il sopravvento e, per quanto uno può essere veloce nella lettura, un certo numero di giorni sono comunque richiesti prima di arrivare al finale. Ma leggere fa bene e, infondo, mi piaceva anche. Dopo aver leggiucchiato qualcosa su Holmes sul mio tablet che senza dubbio stava stuprando allegramente le mie retine ho deciso, rafforzato da un’offerta in corso sul PW, di lanciarmi nell’acquisto.

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MariaDB vs MySQL

Combattere con delle risorse limitate non è sempre semplice. Aver poi a che fare con un animale così mutevole quale è MySQL complica ulteriormente l’esistenza.
Nella fattispecie MySQL 5.7 sembra non essere mai sazio di memoria, nonostante le impostazioni ultra conversative che (mio malgrado) gli ho appioppato. A nulla serve bacchettarlo più e più volte ricordandogli che quel Giga (chiamamoli alla Vodafone. Si, mi sto odiando da solo) di RAM non è tutto il suo. Pian pianino, partendo dal 4% fino ad oltre il 70, se lo consumerà tutto fino a portare il sistema a swappare, anche senza carico sul server.

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BitLocker sveglia il can che dorme

Tralasciamo il perché io abbia attivato BitLocker, il percome e il perdove. Scrivo questo articolo per sottolinearne un suo difetto e proporne una soluzione. Sembra, infatti, che BitLocker proprio non sia in grado di lasciare in pace gli hard disk da esso crittografati; ogni oretta e mezza circa, quindi, sentivo il rumore del mio hard disk che si avviava e dopo 5 minuti, come da prassi, tornava a spegnersi. Il motivo? BitLocker, a intervalli variabili tra i 60 e i 90 minuti, “punzecchia” i suoi hard disk.

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Yubikey NEO: quando l’NFC contiene un tesoro

Si sa, le password non sono superate se gestite adeguatamente. Eppure, assistiamo a continui furti d’identità, accessi non autorizzati, frodi e quant’altro. Perché?

Il motivo sta nella loro volatilità: sono difficili da scoprire se impostate (e mantenute) con correttezza, ma molto facili da copiare una volta scoperte. Questo è il motivo per cui i governi, le società di sicurezza e così via le hanno integrate (o sostituite) con dei token fisici o biometrici, come le impronte digitali, le smartcard, lo scanner retinale o quant’altro.

Fino a qualche anno fa queste tecnologie erano fuori dalla portata del cittadino poiché costose e poco pratiche. Man mano che la tecnologia invecchia, però, diventa sempre più accessibile e alla portata di tutti. è per questo che aziende come Yubico hanno iniziato a produrre e distribuire a prezzi modici degli strumenti che, se utilizzati adeguatamente, possono rendere qualsiasi account quasi inespugnabile.

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Ubuntu 15.10 su N550JV

Questo portatile è già supportato abbastanza bene da Ubuntu, però ci sono delle piccole cose che vanno sistemate post-install: alcune FN non funzionano, e la DGPU è perennamente accesa oltre che inutilizzabile (e scarica la batteria).

Dopo aver installato Ubuntu col normalissimo procedimento fornito dall’installer e aver verificato che tutto sia OK, vi basta fare queste piccole modifiche che sto per elencarvi per sistemare gli ultimi problemini. Tutto ciò che sto per dire va fatto da root.

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