Io adoro Sherlock Holmes (e odio Watson)

Prima di comprare il Kindle PW non ero un assiduo lettore: anzi. A parte qualche manuale ogni tanto, qualche scheda tecnica qua e la e qualche ristretto articoletto nei momenti di attesa ho sempre evitato tutto ciò che di scritto c’era al mondo.

I motivi erano tanti, ma la mia ansia di sapere come qualcosa andava a finire ha sempre preso il sopravvento e, per quanto uno può essere veloce nella lettura, un certo numero di giorni sono comunque richiesti prima di arrivare al finale. Ma leggere fa bene e, infondo, mi piaceva anche. Dopo aver leggiucchiato qualcosa su Holmes sul mio tablet che senza dubbio stava stuprando allegramente le mie retine ho deciso, rafforzato da un’offerta in corso sul PW, di lanciarmi nell’acquisto.

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Di libri digitali ne avevo già un po’, considerato che Samsung me ne regala uno al mese da quando ho il mio 10.1. La figura di Holmes mi ha sempre affascinato, ma l’avevo vista sempre da fuori, dai film. Prendo la palla al balzo e divoro letteralmente in pochi giorni Le avventure di Sherlock Holmes. Essendo io una persona che non si stupisce facilmente, cado subito preda di Conan Doyle che, praticamente ad ogni pagina, mi fa strizzare gli occhi e chiedermi se effettivamente ciò che sta accadendo abbia un senso logico, se il filo rosso non è spezzato in qualche punto e poi rattoppato. Effettivamente, non lo è.

La sua fantasia è davvero fuori dal comune. A volte ovviamente zoppica un pochino, lasciandovi intuire il finale ben prima del tempo, ma questo accade di rado. La qual cosa è ovviamente perdonabile considerando che la stragrande maggioranza delle volte saprà miscelare amabilmente indizi e mistero tanto da costringervi ad attendere e desiderare il finale per conoscere il quadro completo.

Non è uno scrittore perfetto, sia chiaro: egli stesso si rende conto di essere preda del suo personaggio, tanto da far fare, tramite la sua penna, degli sbandamenti evidenti a Watson che però non durano più di mezza pagina. Egli è asservito a Holmes e come un bravo cagnolino esegue tutto ciò che lui comanda. Non obbietta quasi mai e, quelle poche volte che lo fa, viene subito rimesso in riga. Watson esiste solo ed esclusivamente allo scopo di rendere le gesta dell’investigatore ancora più epiche e questo alla lunga ti fa distaccare dal personaggio, fino al punto da trovarlo irritante quando è alle vette del suo lecchinaggio. Forse è proprio per questo che il Watson televisivo, soprattutto quello della BBC, ha un carattere così forte e indipendente.

Sebbene io adori lo stile di Doyle e il personaggio che egli ha creato, non sono cieco. Con occhio critico posso sicuramente dire che, dal mio punto di vista, sarebbe stato tutto ancora più coinvolgente se l’originale Watson fosse stato un po’ più deciso. Il contrasto tra l’intelligenza semplice del medico e quella acuta dell’investigatore è troppo forte; talmente forte da farsi chiedere se in effetti la storia senza di lui sarebbe andata in modo diverso. Probabilmente no.

Se amate i classici, e soprattutto i gialli, non potete saltare il “capitolo Sherlock”. Nel bene e nel male è qualcosa di unico e, quando avrete letto tutto ciò che su di lui uscì dalla penna di Doyle, resterete con l’amaro in bocca, consapevoli che l’investigatore è morto con la mano del suo creatore.

4 commenti su “Io adoro Sherlock Holmes (e odio Watson)”

  1. John H. Watson Rispondi

    Sig. Primavera,
    mi ritengo offeso dal titolo del suo articolo, lo reputo offensivo e irrispettoso delle mie qualità di uomo di scienza , investigatore e medico; mi permetto di controbattere dicendo che infondo la sua introduzione sul suo scarso interesse per i libri è insensata, in quanto questo risulta palese dalle sue abilita di scrittore!
    Vede le mie qualità investigative non lasciano per nulla a desiderare, al contrario di quanto lei asserisce nell’articolo!

    Firmato,
    John H. Watson

  2. Elizabeth Rispondi

    Cari fratelli Holmes perchè non vedete di acciuffare quel delinquente di Moriarty, anzicchè cincischiare sui blog…

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